Adottare un cane dal canile non è una pratica da sbrigare in un pomeriggio. È un incontro tra te e un cane che ha già una storia, a volte difficile. Le regole cambiano da struttura a struttura e da regione a regione, ma le tappe sono quasi sempre queste.
Prima di cercare: la domanda da farsi
Un cane vive a lungo, e per tutti quegli anni avrà bisogno di passeggiate ogni giorno, di cure e di qualcuno a casa. Prima di andare in canile prova a rispondere con sincerità a qualche domanda:
- Quante ore al giorno il cane resterebbe da solo?
- Chi se ne occupa quando sei in viaggio, al lavoro o malato?
- Il contratto d’affitto o il regolamento del condominio pongono limiti?
- Tutti in famiglia sono d’accordo, e nessuno è allergico?
- Puoi sostenere le spese veterinarie, anche quelle impreviste?
Se qualche risposta ti mette in difficoltà non vuol dire che devi rinunciare: parlane con gli operatori del canile, che sanno indicarti il cane più adatto alla tua situazione.
1. Trovare il canile giusto
Per sapere quali canili e rifugi ci sono nella tua zona puoi chiedere al tuo comune o al servizio veterinario della ASL. Molte strutture, comunali o gestite da associazioni, pubblicano i cani in adozione sul proprio sito o sui social, con foto e una breve descrizione del carattere.
Tieni presente la differenza tra le strutture: il canile sanitario accoglie i cani appena trovati per i controlli e la ricerca del proprietario, mentre il canile rifugio ospita i cani per periodi lunghi ed è di solito lì che si adotta. Una pensione per cani, invece, è un servizio privato per cani che hanno già una famiglia e non ha cani in adozione.
2. La visita e la conoscenza
Vai di persona e dedica tempo alla visita. Spesso conviene tornare più di una volta, portare a spasso il cane nell’area della struttura e farlo conoscere a chi vive con te. Se hai già un altro cane, chiedi se è possibile un incontro tra i due prima di decidere.
Ascolta gli operatori e i volontari: vedono il cane tutti i giorni e sanno come reagisce agli estranei, ai rumori, agli altri animali. La foto che ti ha colpito online è un punto di partenza, non una decisione.
3. Il colloquio di preaffido
Molte strutture fanno un colloquio prima di affidarti il cane. Le domande riguardano la casa, gli orari, le esperienze passate con gli animali, la presenza di bambini o di altri animali. Alcune associazioni chiedono anche di vedere dove vivrà il cane o prevedono controlli dopo l’adozione.
Non va vissuto come un esame. Lo scopo è evitare che il cane torni in canile dopo poche settimane, che è la cosa peggiore sia per lui sia per te.
4. Firma, microchip e anagrafe canina
Quando la decisione è presa, firmi il modulo di adozione o di affido. Porta con te un documento d’identità e il codice fiscale: servono per intestarti il cane.
Microchip e anagrafe sono obbligatori. In Italia ogni cane deve essere identificato con microchip e iscritto all’anagrafe canina, come previsto dalla legge quadro 281/1991 e dalle normative regionali. Con l’adozione il cane viene registrato a tuo nome: da quel momento sei tu il suo proprietario anche per la legge.
Chi esegue il passaggio di proprietà e come dipende dalla regione: a volte se ne occupa la struttura, a volte il servizio veterinario ASL o un veterinario abilitato. Chiedi sempre una copia di quello che firmi e verifica che il cambio risulti registrato. Se in futuro cambi indirizzo, anche quello va comunicato all’anagrafe.
5. I costi, detti con chiarezza
Non c’è una cifra valida ovunque. Alcune strutture non chiedono nulla, altre chiedono un contributo o il rimborso di spese già sostenute per il cane, come vaccinazioni o sterilizzazione. Prima della firma chiedi se c’è qualcosa da versare e che cosa copre.
La spesa più importante, però, arriva dopo: cibo, visite di controllo, richiami dei vaccini, antiparassitari, e le cure che un cane anziano può richiedere.
6. I primi giorni a casa
Il passaggio dal canile a una casa è un cambiamento grande. Molti cani nei primi giorni sono agitati o, al contrario, molto chiusi: è normale.
- Prepara un angolo tranquillo con una cuccia, acqua e poco altro.
- Tieni orari regolari per pasti e passeggiate.
- Presenta la casa, le persone e gli altri animali un po’ alla volta.
- Usa guinzaglio e pettorina ben regolati: nelle prime uscite un cane spaventato può scappare.
- Porta il cane dal tuo veterinario per una prima visita e per impostare la prevenzione.
Se dopo qualche settimana ci sono comportamenti che non sai gestire, chiedi aiuto alla struttura da cui l’hai adottato o a un educatore cinofilo. Molte strutture preferiscono essere chiamate subito, prima che il problema si ingrandisca.
Cuccioli, adulti o anziani?
I cuccioli trovano casa più in fretta, ma richiedono molto tempo: educazione, uscite frequenti, pazienza. Un cane adulto ha un carattere già formato, e puoi sapere prima come si comporta in casa e al guinzaglio. I cani anziani sono quelli che restano più a lungo in canile: spesso sono tranquilli e affettuosi, ma vanno messe in conto visite veterinarie più frequenti.
Se non puoi adottare
Molti rifugi e associazioni cercano volontari, famiglie per l’affido temporaneo o persone che sostengano a distanza le spese di un cane. Chiedi direttamente alla struttura quali forme di aiuto le servono.